mercoledì 11 febbraio 2015

Istanbul: they call it chaos, we call it home.

Sono da poco ritornato di nuovo nella mia cara Roma, dopo l’ennesima esperienza all'estero e stavolta la mia meta è stata l’affascinante Istanbul in Turchia, di cui già sento la mancanza e a cui non potevo non dedicare un post ricco di emozi del mio piccolo blog.
Nella mia vita ho viaggiato molto soprattutto in Europa ma mi è sempre mancata l’occasione (ovvero un biglietto low cost) per andare a scoprire questa meravigliosa città, ponte tra Europa ed Asia. E come al solito sono stato fortunato che ho avuto (l’ennesima) opportunità di poterla scoprire nel miglior modo di scoprire qualsiasi città nel mondo: vivendoci.
Istanbul è stata la mia città per ben 5 mesi, mi ha accolto, mi ha stravolto, mi ha accettato, mi ha fatto integrare, mi ha fatto capirla e poi (ovviamente) mi ha fatto innamorare di lei. E’ vero che in questo caso soffro di un “innamoramento  facile”, visto che già nel passato mi sono innamorato dell’elegante Madrid, della selvaggia Cambogia e poi della vitale Buenos Aires, ma per me viaggiare è come innamorarsi di una donna. In fondo noi uomini siamo innamorati di più donne e non possiamo decidere e sapere quale sia la migliore alla fine perché siamo consapevoli che ogni donna di cui siamo innamorati ed attratti ha un fascino e un effetto diverso su di 
noi. Questo è quello che mi succede ogni volta vivendo in una nuova città (e a volte anche con le donne, ovviamente). E Istanbul non si è smentita nemmeno stavolta, anzi.
Molti miei amici che mi sono venuti a trovare e hanno visitato e scoperto la città con me mi chiedevano quale sia il mio posto preferito a Istanbul e la mia ovvia risposta è stata sempre: TUTTO! Stessa risposta che ricevevo io da loro alla fine del weeekend turistico. Tutte le sue famose attrazioni turistiche sono uniche nel suo genere e ti colpiscono fortemente ma sono soprattutto le non famose attrazioni che non si trovano nelle guide che te ne fanno innamorare. Proprio questa molteplicità e diversità di cose da vedere, vivere e scoprire in contesti così opposti e differenti rendono davvero Istanbul una città unica nel suo genere.


Istanbul è un caos continuo, una città piena di contraddizioni, di paesaggi contrastanti, di luoghi comuni da smentire, una città dinamica che non si spegne mai, in tutti i sensi.
Istanbul è un mix di colori, di sapori, di odori, è una città da vivere davvero con tutti i 5 sensi.
Istanbul è il quartiere turistico per eccellenza, Sulthanahmet dove si trovano le maggiori attrazioni per i turisti dove passeggiando per questa area si passa attraverso secoli di storia europea, dall’impero Romano a quello Bizantino fino ad arrivare a quello Ottomano, attraverso la moschea di Santa Sofia, l’emblema del contrasto di Istanbul: prima basilica cristiana e poi trasformata in moschea e ora diventata un museo dove si possono ammirare i mosaici rappresentanti la Madonna e Gesù circondati da simboli tipici dei musulmani, un mix da lasciare senza fiato.

Sulthanahmet è la Moschea Blu che ti colpisce per la sua grandezza e il suo colore blu del suo interno, ma è anche la Basilica Cisterna, un luogo sotterraneo suggestivo ricco di storia e leggende.
Sulthanahmet è le sue moschee tutte simili tra loro ma ognuno con un tocco particolare, dalla moschea di Fatih a quella di Solimano che domina dall’alto tutto il quartiere, fino a quella di Eminonu che accoglie i turisti che arrivano attraverso il Ponte di Galata. Eminomu, una parte di Sulthanahmet, ti inebria di sapori ed odori con il suo mercato delle spezie, con i suoi pescatori che notte e giorno pescano sul Ponte di Galata, con l’odore forte di pesce proveniente dalle sue barche ferme vicino alla costa dove vengono cotti alla griglia i pesci appena pescati e venduti come i famosi Ekmek sandwich. Sulthanahmet è il luogo del potere ottomano passato attraverso lo sfarzo del Palazzo Topkapi, residenza dei vari Sultani con una vista mozzafiato sul Bosforo. Sulthanahmet è il suo Gran Bazar, dove si vende di tutto e di più attraverso la contrattazione, una tradizione che persiste nei secoli sempre nello stesso posto.
Ma è proprio vicino al Gran Bazar che si trova uno dei miei posti preferiti, che ho ribattezzato simpaticamente il “posto segreto”. Segreto perché per arrivarci è abbastanza complicato ma è propria questa difficoltà a renderlo unico. Entrando in un vecchio edificio sede nel passato dei carovanieri provenienti dall’Oriente con i bachi da seta si sale fino ad arrivare davanti a una vecchia porta di legno, dove ci sarà un vecchio turco dai modi molti buffi ad aspettarvi a cui dandogli un paio di lire turche vi aprirà semplicemente la porta e vi lascerà salire delle scale buie e trasandate. Salendo si arriva sul tetto particolare di questo edificio da dove si può ammirare di una vista mozzafiato:
Sulthanahmet alle vostre spalle che vi circonda con le sue moschee, Eminonu,il ponte di galata, il Corno d’Oro, la Torre di galata e tutta la sponda europea di Istanbul piena di grattacieli di fronte a voi, il Bosforo e il suo ponte illuminato e tutta la sponda asiatica alla vostra destra. Un paesaggio mozzafiato che al tramonto e durante il richiamo alla preghiera del Muezzin vi lascia una sensazione senza tempo che racchiude un po’ l’essenza stessa delle contraddizioni e dei contrasti di Istanbul: un tetto antico e spartano, un suono arabo e musulmano, una vista  dove si può ammirare l’unione dell’Europa con l’Asia attraverso il Bosforo, attraverso vecchi palazzi degradati, edifici storici, moschee antichissime, grattacieli ultramoderni, un traffico continuo. Tutto questo è (anche) Istanbul.

L’Istanbul da Istanbuliota (come vengono chiamati gli abitanti di Istanbul) è diversa da quella da turista. L’Istanbuliota viene svegliato all’alba dal richiamo del muezzin (o gli viene ricordato che è andato a dormire molto tardi), fa colazione con olive, formaggio di capra, pomodori, cetrioli e l’immancabile Simit e 
il Cay, il tipico thé turco. Cammina per il proprio quartiere iper popolato dove le persone non entrano a volte nemmeno nel marciapiede, tra il traffico incessante e pericoloso della città. Prende metro, bus, metrobus, metro che passano sott'acqua o le navi che collegano continuamente le due sponde del Bosforo. E proprio attraversando il Bosforo che si sfatano uno dei luoghi comuni di Istanbul: che la parte asiatica della città sia più "araba", più antica, meno moderna, più sporca. Tutt'altro: i quartieri della parte asiatica come Uskudar e Kadikoy sono i quartieri dove ogni Istanbuliota 
vorrebbe vivere perchè moderni, puliti, meno caotici. Passeggiando per la parte asiatica si trovano sorprendentemente più somiglianze con le nostre città europee rispetto alla sponda europea. E la bellezza di Istanbul sta proprio in questo, nel sorprenderti continuamente come i tramonti che ti lasciano senza fiato di fronte all'isola della fanciulla. E inoltre Istanbul è una città vitale, dinamica, che non dorme mai a partire dal suo cuore pulsante che parte da Piazza Taksim lungo tutta la strada pedonale di Istiklal, 3 chilometri pedonali sempre piena di persone: di giorno per i suoi tantissimi negozi e chioschi tipici, di notte grazie alla sua frizzante vita notturna essendo ricca di tanti bar e discoteche dove si fa festa fino a mattina, con serate da far invidia a qualsiasi altra capitale europea.
E proprio vivendo la città che si viene a contatto con il popolo turco e si scoprono che i luoghi comuni sui turchi sono sbagliati (tranne quello di fumare come un turco che è verissimo). I turchi sono gentilissimi, generosi, ospitali, rispettosi verso le persone anziane ma come da tutte le parti del mondo esistono le brutte eccezioni che ci fanno pensare che i turchi siano tutti cattivi, maleducati e poco socievoli. Inoltre i giovani sono sempre più aperti a nuove conoscenze, nuove culture, a "europeizzarsi" sempre di più rispetto magari alla popolazione più anziana che per chi vive lì come me, è stato un notevole vantaggio per sentirsi subito integrato. E vivere in Turchia significa anche rimanere colpito dalla bellezza e dal fascino delle donne turche (non tutte ovviamente), con il loro mix di tratti mediterranei ed arabi che le rendono belle e affascinanti.
Tutto questo vortice e mix di colori ed odori, paesaggi ed immagini, contrasti e luoghi comuni, scoperte sorprendenti e certezze inaspettate, antico e moderno, caos e tranquillità, salite e discese, festa e religiosità, innovazione e tradizione, rendono questa città unica ed inimitabile. E per capirla completamente bisogna solo perdersi per i suoi numerosi e contrastanti quartieri, camminando tra salite e discese che ti ricorda un po' Lisbona e un po' il caos di Napoli, fin quanto non ci si innamora passo dopo passo, scorcio dopo scorcio, sguardo dopo sguardo che ti rapisce e sai che quando la lascerai, quel caos chiamato Istanbul ti mancherà come non mai e che una città così contrastante tutta insieme e ricca di fascino non la potrai mai trovare in nessun posto al mondo.
Grazie Istanbul per avermi fatto innamorare di te.
Ora però devo volare verso una nuova città da scoprire e che (probabilmente) mi farà innamorare di nuovo, a suo modo.